Il Gemello Sbagliato

scritto da Taby-Saby
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Testo: Il Gemello Sbagliato
di Taby-Saby

L'aeroporto di Zurigo era un labirinto di vetro e acciaio, illuminato da una luce artificiale che non riusciva a scacciare il freddo di novembre. Leo aspettava il suo contatto, l'uomo che doveva consegnargli la valigetta contenente i codici di accesso. Era la sua prima missione da solo, e la pressione era immensa. Il suo gemello, Ethan, era il vero professionista. Ethan era freddo, metodico, capace di uccidere senza battere ciglio. Leo, invece, era l'analista, l'uomo che lavorava sui dati, non con le armi. Ma Ethan era malato, e Leo era stato costretto a prendere il suo posto, indossando la sua giacca di pelle identica e imparando a imitare la sua camminata leggermente zoppicante.Il contatto si avvicinò: un uomo alto con un cappotto scuro e un giornale ripiegato sotto il braccio. Leo si preparò a pronunciare la frase in codice: "Il falco è atterrato". L'uomo lo intercettò prima che potesse parlare. "Sei in ritardo, Ethan. La situazione è cambiata. Dobbiamo muoverci subito." Leo sentì un brivido gelido. L'uomo non aveva chiesto la frase in codice. Questo significava che l'identità era stata confermata solo dall'aspetto. Aveva commesso un errore fondamentale: fidarsi del proprio aspetto. "Dove andiamo?" chiese Leo, cercando di rendere la sua voce più roca, più simile a quella di Ethan. "Il punto di scambio è saltato. Ci portano al vecchio deposito ferroviario. E non fare lo stupido, Leo. So che sei tu." Il sangue si gelò nelle vene di Leo. Sapeva. Mentre venivano spinti in un furgone nero, Leo cercò di analizzare la situazione. L'uomo non era il contatto previsto. Era un esecutore, e sapeva che Leo non era Ethan. Forse Ethan aveva fallito in precedenza, o forse la loro organizzazione aveva scoperto il suo inganno. Arrivati al deposito, l'uomo tirò fuori una pistola. "Ethan ha cercato di venderci. Pensava di poter usare i codici per sé. Tu sei solo un rimpiazzo patetico." Leo, in preda al panico, fece l'unica cosa che sapeva fare: pensare in modo analitico. L'uomo aveva detto che Ethan aveva cercato di venderli. Ethan non avrebbe mai venduto; avrebbe solo negoziato il prezzo. L'esecutore aveva sbagliato a interpretare le mosse del vero gemello. "Ethan non è qui," disse Leo, cercando di guadagnare tempo. "I codici sono nel mio sistema, non nella valigetta. Se mi uccidi, non avrai nulla." L'esecutore esitò, la sua certezza vacillò. In quel microsecondo di dubbio, Leo si lanciò in avanti, non con la forza bruta di Ethan, ma con la rapidità di chi cerca una via d'uscita logica. Afferrò un tubo di metallo arrugginito e colpì l'uomo al polso, facendo cadere l'arma. Mentre fuggiva tra i binari, Leo capì la vera natura del suo errore: non era stato scambiato per suo fratello, ma era stato sottovalutato come se fosse il gemello sbagliato. E in quel momento di pericolo estremo, la sua intelligenza, non la violenza di Ethan, era l'unica cosa che lo avrebbe salvato.

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